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ArticoliEmergenza Covid-19 e Stress: alcune riflessioni psicologiche

Studio Casolari Modena

Emergenza Covid-19 e Stress: alcune riflessioni psicologiche

L’epidemia causata dal nuovo coronavirus responsabile della malattia denominata Covid-19, diventata poi pandemia globale, da ormai un anno ha cambiato radicalmente lo stile di vita della maggior parte delle persone del pianeta. Ciò risulta ancora più vero nei paesi dove l’epidemia è più diffusa, tra i quali l’Italia. Per fronteggiare il rischio di un aumento incontrollato dei contagi, essendo il nuovo coronavirus un virus a trasmissione aerea, il governo italiano ha dovuto imporre ai cittadini una serie di limitazioni delle libertà di movimento e contatti sociale.

Da un punto di vista psicologico queste limitazioni portano inevitabilmente con sé vissuti di ansia, stress e depressione, che molte persone si trovano a sperimentare in questo periodo storico. L’essere umano, infatti, ha un intrinseco bisogno di contatti sociali, che l’epidemia ha drasticamente ridotto, se non , in certi casi, annullato. Basti pensare alla frequenza con cui ognuno di noi si incontrava con altre persone, sia per lavoro che nel contesto familiare o amicale, prima dell’inizio della pandemia, per comprendere come questo fondamentale aspetto del nostro stile di vita, così come del nostro benessere, sia profondamente cambiato.

Questi cambiamenti portano inevitabilmente con sé sensazioni di stress psicofisico che, se non riconosciute e affrontate in qualche modo, possono portare a conseguenze negative per la nostra salute, sia fisica che mentale. Allo stress dovuto alle limitazioni agli incontri e agli spostamenti si aggiungono, poi, ulteriori fonti di stress quali la preoccupazione di potere contrarre il virus o contagiare i propri familiari, alle volte per loro caratteristiche “a rischio” di sviluppare una forma grave di malattia. Inoltre le continue informazioni, spesso contrastanti, veicolate dai media, così come i bollettini giornalieri dei contagi e delle vittime del virus, a cui ormai abbiamo fatto l’abitudine, hanno sicuramente contribuito a generare ulteriore ansia e stress.


Lo stress come meccanismo di protezione e adattamento


Ma cos’è lo Stress? Si definisce stress un’insieme di adattamenti psicofisici che l’organismo mette in atto per fronteggiare uno stimolo, denominato “Stressor”, che determina un cambiamento rispetto ad una condizione di adattamento a cui ci siamo abituati nel corso della nostra vita. L’attivazione psicofisica che identifichiamo come stress non è di per sé negativa, anzi per molti aspetti risulta protettiva e adattiva in quanto prepara l’organismo a far fronte a questo cambiamento nel migliore dei modi.


Nel caso dell’emergenza pandemica questo stress ha permesso una serie di adattamenti che, più o meno consapevolmente, ognuno di noi ha messo in atto nel corso di questi mesi. Un esempio di questi è il sempre più marcato utilizzo delle tecnologie per incontrare virtualmente le persone che prima del coronavirus eravamo abituati a vedere di persona. Oggi, infatti, grazie alle varie piattaforme telematiche a disposizione degli utenti del web è possibile sentire e vedere le persone attraverso una modalità di incontro per molti aspetti simile a quello di persona. La modalità telematica ha permesso di mantenere i nostri impegni, sia lavorativi che sociali legati all’incontro con le altre persone. L’utilizzo di queste tecnologie, tuttavia, non è risultato da subito immediato e molte persone ancora oggi, dopo quasi un anno di pandemia, sono riluttanti nell’utilizzarle, al costo di rischiare un isolamento sociale per molti aspetti pericoloso.



Un altro esempio di stress riguarda il necessario utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, come mascherine e gel igienizzante, ormai diventati per quasi tutti una routine, ma che in un primo periodo ha causato non pochi fastidi e fatiche, sia per comprenderne a pieno l’utilità, sia a causa della fatica nell’utilizzarli nei vari contesti di interazione sociale.


Inoltre anche le restrizioni degli spostamenti hanno provocato e tuttora provocano non poco stress, a cui tuttavia molti hanno trovato il modo di adattarsi , modificando in modo creativo alcuni aspetti del proprio stile di vita. Ad esempio le limitazioni a molte attività sportive di contatto in questi mesi hanno fatto avvicinare molte persone a sport più sicuri rispetto alla possibilità di contagio e ancora permessi quali il tennis, che nel corso di quest’anno ha registrato un forte incremento di tesserati alle varie federazioni, o gli sport individuali all’aria aperta come il ciclismo o la podistica, che hanno visto un forte incremento di praticanti.


Un altro esempio che poco prima del primo “Lockdown” ha suscitato in molti non poco stupore e che è ancora impresso nella memoria dei più è stato l’acquisto di lievito e farine, diventati quasi introvabili in quel periodo, che nel corso dell’isolamento hanno permesso a tante persone di cimentarsi in attività di panificazione e produzione di dolci, molto utili come passatempo e per distrarre la mente dalle pesanti restrizioni a cui eravamo costretti.

Quando lo stress diventa patologico


Anche se per molti aspetti l’attivazione psicofisica responsabile dello stato di stress risulta adattiva, in alcuni casi questa può risultare dannosa, portando a conseguenze negative sia da un punto di vista fisico che mentale. In particolare lo stress diventa nocivo e patologico quando per intensità e durata nel tempo supera una certa soglia e spesso quando ciò avviene lo stress si associa ad altre forme di sofferenza psicofisica come ansia e depressione.

Ciò che spesso trasforma uno stato di stress fisiologico in uno patologico sono le risorse dell’individuo in termini di capacità creative nel far fronte e adattarsi alle avversità che vengono messe alla prova in periodi di stess.

Nel corso dell’emergenza da Covid-19 tutti noi abbiamo sperimentato momenti di stress, così come momenti di sconforto, ansia e depressione che questo periodo difficile porta con sé, tuttavia è bene porre attenzione all’intensità e durata di questi momenti che, se troppo intensi, possono mettere a repentaglio il benessere e la salute mentale di chi li sperimenta.

Alcuni segnali che spesso si accompagnano allo stress patologico che è bene tenere monitorati sono alterazioni degli abituali ritmi sonno-veglia, dell’appetito così come sensazioni di forte stanchezza, ansia e umore depresso. La difficoltà di reagire allo stress, infatti, può amplificare la portata del malessere fino ad arrivare a situazioni estreme di esaurimento nervoso, in cui anche il pensiero può subire delle alterazioni a causa dell’azione degli “stressors”. Un esempio di ciò può essere rappresentato dalle persone che, nonostante la gravità della pandemia in termini di vittime e malati bisognosi di cure intensive, a tutt’oggi negano la gravità della situazione, incolpando le autorità dell’imposizione di restrizioni agli spostamenti e agli incontri per loro inutili e dannose.


Non siamo soli, chiedere aiuto come meccanismo di protezione


Un consiglio che come psicoterapeuta mi sento di dare in questo periodo, oltre a quello di monitorare il proprio stato di benessere legato al livello di stress, è quello di cercare un aiuto nel caso se ne senta il bisogno. Questo può apparire un consiglio banale e scontato, ma per molti aspetti non lo è in quanto per un gran numero di persone ammettere di avere bisogno di una mano, anche in un momento per tutti molto difficile come questo, risulta molto faticoso e frustrante.

Tuttavia il fatto di non essere soli, il conforto e il confronto con parenti ed amici può ridimensionare di molto il momento stressante, aiutandoci nel non scoraggiarci troppo e stimolando la nostra capacità creativa di far fronte alle avversità.

Nel caso in cui, poi, si avverta uno stress troppo intenso, accompagnato da vissuti ansioso-depressivi e disturbi dell’ equilibrio psicofisico troppo marcati, un aiuto specialistico può essere importante, prima di tutto per valutare la gravità del malessere e successivamente per affrontare la questione attraverso approcci terapeutici su misura in base al tipo di persona e di situazione presentata.

In questo senso lo stress conseguente a questo periodo difficile dovuto all’emergenza Covid-19 , può portare a nuovi adattamenti e ad una maggiore capacità nel far fronte alle difficoltà in modo creativo, favorendo una crescita personale fondamentale per il nostro benessere psicofisico.

Dott. Flavio Casolari




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